Volevo tenere un diario. Comodo. Da poterci scrivere da casa, dal lavoro, da ovunque io sia. Con urgenza e con immediatezza. Un diario. Chiaro no? Per non perdere e dimenticare troppe emozioni.
Il motivo di tutto questo è quindi principalmente documentaristico. Queste pagine sono strettamente personali o, per meglio dire, tri-personali… Hanno a che fare esclusivamente con me, con la Mia Metà Dolce e con il SegretoChePortaInLei.
Nessuna megalomania, nessun protagonismo, nessuna strumentalizzazione.
Voglio solamente tenere traccia, parlando tra me e me, di quello che sta accadendo, ma soprattutto delle emozioni che si stanno sentendo.
Non nascondo che, visti miei impeti di archeologia internettiana che mi portano a passare ore ed ore intere a spulciare siti su Geocities risalenti all’Era Paleolitica della Grande Rete, mi piaccia pensare che tra vent’anni io possa dire a mi* figli* “Sentì un po’… Vai su http://sarobabbo.blogspot.com/ e leggiti quello che provavo mentre ti aspettavo…”.
Un po’ come quando a me fanno vedere le fotografie in bianco e nero. Come quando tirano fuori un vecchio giornale, un vecchio quadro, una vecchia cartolina. Vecchia.
Renditi conto che quando Quell* Lì guarderà le cose vecchie, le guarderà su Internet.
P.s.
Penso che a parte noi potranno leggere queste righe terapeutiche solamente o i viandanti che passano di qua per caso o persone care specialmente invitate.
Se state quindi leggendo queste righe, i casi sono due: o siete “fortunati” o siete “vicini”.
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