Leggo su un giornale di ieri il titolo “Bambini cavie per i farmaci” ed il sottotitolo “La Nigeria accusa la Pfizer: 18 morti nei test. L’azienda: regole rispettate“.
Ammetto che si tratta di un tema cui sono vagamente sensibile (quello delle multinazionali e delle loro negazioni dei diritti…), ma in questo caso non è tanto la notizia in se che mi sorprende (purtroppo se ne leggono tante del genere).
Mi sono trovato infatti a riflettere sul ruolo degli uffici stampa e delle loro “splendide acrobazie para-sintattiche” (vedasi il recente caso Wolfowitz). Ovviamente è chiaro a tutti che la frase “regole rispettate” non significa “non sono morti 18 bambini nel corso dei test da noi condotti”. E mi vengono in mente quegli avvocati che devono difendere, che ne so, un pluriomicida colto sul fatto o un ladro senza alibi.
Sono ancora così convinto di voler continuare ad occuparmi di “comunicazione”?
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