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	<title>Commenti a: Se lo sapesse mio nonno&#8230;</title>
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	<description>Cose perse, lasciate, trovate per strada...</description>
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		<title>Di: ufficio stampa</title>
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		<dc:creator>ufficio stampa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2007 10:21:14 +0000</pubDate>
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		<description>Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico

Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali


Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più  al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura</p>
<p>Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico</p>
<p>Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali</p>
<p>Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it <a href="http://www.italymedia.it" rel="nofollow">http://www.italymedia.it</a> e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.</p>
<p>Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più  al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.</p>
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		<title>Di: Max</title>
		<link>http://iparalipomenidi.vagamente.net/2007/05/30/la-politica-e-come-il-sesso/se-lo-sapesse-mio-nonno/comment-page-1/#comment-226</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 10:16:31 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con te che &quot;la meritocrazia prima di tutto&quot; (il fatto che sia un concetto che si sente spesso riferire da Fini non lo rende per nulla &quot;spregevole&quot;...).
Il riferimento a te (o meglio alla situazione in cui operi...) serviva solamente per esprimere un mio dubbio: forse che le donne della BassaRomagna sono più &quot;inteliggenti&quot;? (questo potrebbe essere in parte confermato dal fatto che mia moglie sia di San Potito...).
In verità la situazione riolese paga &lt;b&gt;vagamente&lt;/b&gt; lo scotto di un ingessamento partitico da &quot;vetero-nomenklatura&quot;.

Concordo (ma apprezzo) il fatto che 5gg di servizio alla Festa dell&#039;Unità, stroncherebbero chiunque...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con te che &#8220;la meritocrazia prima di tutto&#8221; (il fatto che sia un concetto che si sente spesso riferire da Fini non lo rende per nulla &#8220;spregevole&#8221;&#8230;).<br />
Il riferimento a te (o meglio alla situazione in cui operi&#8230;) serviva solamente per esprimere un mio dubbio: forse che le donne della BassaRomagna sono più &#8220;inteliggenti&#8221;? (questo potrebbe essere in parte confermato dal fatto che mia moglie sia di San Potito&#8230;).<br />
In verità la situazione riolese paga <b>vagamente</b> lo scotto di un ingessamento partitico da &#8220;vetero-nomenklatura&#8221;.</p>
<p>Concordo (ma apprezzo) il fatto che 5gg di servizio alla Festa dell&#8217;Unità, stroncherebbero chiunque&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: elena</title>
		<link>http://iparalipomenidi.vagamente.net/2007/05/30/la-politica-e-come-il-sesso/se-lo-sapesse-mio-nonno/comment-page-1/#comment-225</link>
		<dc:creator>elena</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2007 23:08:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://iparalipomenidi.vagamente.net/?p=80#comment-225</guid>
		<description>Mi chiami in causa (con il link..) su una situazione che non conosco bene.
E&#039; vero nel mio comprensorio ci sono tre donne sindaco, ma devo dirlo, i numeri dei generi contano poco per me. Conta la qualità. Dove le persone migliori sono donne, benvengano i sindaci donna. Io non sono per le quote, sono per i meriti. E quindi se a Bagnacavallo le persone migliori per la giunta erano 5 o 6 donne ed un solo uomo, ha fatto benissimo la Sindaca a comporsi una giunta così, in barba alle proporzioni.
Temo che il partito democratico abbia poco a che fare con questa decisa flessione. Quando ci siamo presentati come Ulivo alla fine abbiamo preso sempre più voti che da soli.
e quindi?
I motivi non li so, non ho vissuto da vicino la situazione, forse un po&#039; tutte le cose che dici tu. Forse altre. Di certo, se di questi segnali sapessimo far tesoro e trasformarli in cambiamento, sarebbe già una gran cosa.
Vedremo.
Ma ho scritto qualcosa di sensato? no perchè dopo 5 giorni di servizio alla festa de l&#039;unità comincio a dare i numeri. &#039;notte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiami in causa (con il link..) su una situazione che non conosco bene.<br />
E&#8217; vero nel mio comprensorio ci sono tre donne sindaco, ma devo dirlo, i numeri dei generi contano poco per me. Conta la qualità. Dove le persone migliori sono donne, benvengano i sindaci donna. Io non sono per le quote, sono per i meriti. E quindi se a Bagnacavallo le persone migliori per la giunta erano 5 o 6 donne ed un solo uomo, ha fatto benissimo la Sindaca a comporsi una giunta così, in barba alle proporzioni.<br />
Temo che il partito democratico abbia poco a che fare con questa decisa flessione. Quando ci siamo presentati come Ulivo alla fine abbiamo preso sempre più voti che da soli.<br />
e quindi?<br />
I motivi non li so, non ho vissuto da vicino la situazione, forse un po&#8217; tutte le cose che dici tu. Forse altre. Di certo, se di questi segnali sapessimo far tesoro e trasformarli in cambiamento, sarebbe già una gran cosa.<br />
Vedremo.<br />
Ma ho scritto qualcosa di sensato? no perchè dopo 5 giorni di servizio alla festa de l&#8217;unità comincio a dare i numeri. &#8216;notte.</p>
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