
Che la vità è quella roba che guardi mentre vai in ufficio presto anche se è la settimana di ferragosto, anzi, soprattutto perché è la settimana di ferragosto e capita che il tuo ufficio è proprio nel piazzale delle corriere che qua siamo in provincia e ci sono le corriere e non gli autobus. Che poi di questi giorni senza studentelli e operai i piloti delle corriere sono un po’ tristi che non è mica vero che è vietato parlare al conducente che loro parlano eh! se parlano ma se non c’è nessuno poi non parlano allora accendono la radio che c’è RadioDeeJay che è in una spiaggia a Riccione e loro allora mi si deprimono. Che secondo me loro non parlano poi con tutti perché a guardare bene una ‘zdora con il fazzoletto che è andata al mercato a comprare una scopa di saggina poi magari c’è sulla corriera ma loro con la ‘zdora non è che ci parlano volentieri che loro preferiscono quelle che fanno il liceo scientifico che c’hanno l’ombelico di fuori. Che se ero un antropologo magari chiedevo alla vecchina di tirar fuori l’ombelico per vedere se così il pilota delle corriere poi così ci parlava con lei. Così per fare un esperimento.
Allora vuole che alle 08.11 parte una corriera che va al mare. Ed allora a me piace stare lì a guardare che arrivano tanti che vanno al mare a lavorare. Che sono pendolari come me anche se poi magari hanno già pendolarato ma da più lontano tipo che hanno attraversato il deserto. E vanno a lavorare come me ma sono vestiti molto più eleganti che io già sembro un misto tra uno straccione ed uno sfigato di solito ma in agosto poi proprio pesco la roba dall’armadio con gli occhi chiusi e due dita nel naso.
Però a guardarci bene io mi sono accorto che tutti quei borsoni che poi li vedi che c’hanno tipo addosso loro quando partono da casa non ce li hanno mica. Allora mi dicono che ci sono tipo dei garage dove tipo tengono tutte le robe che poi devono vendere. Allora io mi immagino ’sti posti tipo i caravan serragli che dentro c’è di tutto tutto che poi uno va lì e dice oggi c’ho il sentimento di vendere un po’ magliette oppure dice oggi nelle mie corde c’è di vendere degli orologi o dei ’sugamani. Questa sì che è libertà mica me che vado in ufficio e guardare sempre lo stesso monitor. Eh.
Che poi di VuCumprà che dicono Vu Cumprà io non ne ho mai visti. Dove ero le settimane scorse ad esempio tipo dicevano prego. Poi c’era un indiano dell’India che parcheggiava davanti a casa nostra e passava mezz’ora a montare una vera e propria bancarella che poi si agganciava alle spalle ed alla cintura e portava in giro. Che non vi metto la foto perché prima la brevetto io.
inciampo in più gente di faenza che del resto dell’intero mondo sul web… cosa avete voi di faenza? Foste di bagnacavallo come me ancora ancora, ma proprio tutti di faenza? E avete tutti la mania del CHE questo CHE quello, la malattia del CHE è diventata un virus potentissimo e la metà buona degli utenti non sai più come scrivono perchè l’unica cosa che salta agli occhi e ti rimane conficcato nel cervello è CHE questo CHE quello… pure mio fratello, povero, una volta era una personcina normale, a modo insomma e invece dopo un anno di blog è tutto un CHE questo CHE quello e viene a dire a me CHE il blog deve avere un tono più informale e amichevole CHE scrivo troppo serio e non va bene… CHE CHE CHE… sarà… comunque nemmeno io ho mai sentito un vucumprà chiedere vu cumprù e il tuo blog è esteticamente proprio bello, complimenti.
Written by
isterika
on
agosto 16, 2008 at
9:00am
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