
Che la vita è quellla roba che guardi mentre vai a un concerto che anche se oramai sei di mezza età te la musica ti piace come t’è sempre piaciuta. Allora è il concerto dei Modena City Ramblers che “Ma lasciatemi qui col mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi” è una roba che ti faresti scrivere sulla tomba anche se non hai mai sopportato quelli che Nella mia lapide ci dovete scrivere… e quindi tutto torna.
Poi c’è una nota a margine che però la scrivo prima che poi mi dimentico. Questa nota a margine che poi scrivo prima è piuttosto una domanda. Che è Ma mi si potrà aggaponare la pelle tutte le sante volte che sento “Oltre il Ponte”? E va bene che l’ha scritta Calvino però sempre sempre diventa anche un po’ imbarazzante… Fine della nota a margine.
Concerto. Allora è che mentre le burdeli con la maglietta del Che e i basterdi a torso nudo tarantolano e sudano e s’ingalastriscono e urlano c’è uno li davanti a me fermo immobile. Con una radio attaccata all’orecchio. Che credo ascoltava la partita. Fermo istecco, eh. Mentre tutti sdondolano. Immobile.
Sembrava un po’ “Il Tempo delle Mele”.
P.s. da Zavagliando
Ingalastrito (euforico) * È arrivata la nuova segretaria e guarda Gino come si è ingalastrito
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