Il treno passa con un sospiro. Era da un po’ che volevo scrivere ’sta frase. Il più è trovare l’occasione.

Una volta c’era in televisione un’intervista a Pino Daniele e a Massimo Troisi e c’era Gianni Minà che non era ancora scappato a Cuba -l’unico al mondo, un salmone da 120 chili con la giacca di velluto praticamente- e allora Gianni Minà gli chiedeva ma come funziona la vostra amicizia artistica, come fate a fare i vostri lavori diversi e a dargli un filo comune. E allora Troisi che una volta ha fatto una battuta che c’era dentro il mio nome gli ha detto funziona così, lui scrive le canzoni e io dopo attorno ci faccio il film. Quando la canzone è triste allora io faccio che nel film piove e si lasciano e quando c’è la canzone d’amore io allora faccio i titoli di coda. Il più è trovare l’occasione.

Allora adesso io sono qua su un treno con la sera che si succhia la pianura fuori dal finestrino e c’ho una voglia che piova che boia. Quelli di fianco a me lui c’ha i pantaloni verdi. Pisello. Che io un paio di pantaloni verdi pisello non me li immagino nemmeno figuriamoci se me li indosserei.  Adesso con quell’agenda in mano da dei numeri a quella che è a sedere davanti a lui. Secondo me lui ogni tanto due picconate a lei ogni tanto gliele dà ma, così,  un po’ tristi. Di quelle che poi non vede l’ora che finiscano per andare a prendere un po’ di succo d’arancia di quelli chimici, con scritto sopra Attenzione potrebbe contenere tracce di arancie. Ecco. Io se ci avessi dei soldi da buttare nel cesso ci andrei da uno bravo e gli direi Ma mi spieghi lei che è uno che ha studiato mica come me mi spieghi le dicevo se sa il motivo per cui a me mi piace il succo d’arancia con su scritto Attenzione potrebbe contenere tracce di arance. Che poi non è vero che sopra c’è scritto, però cosi vi faccio capire come è quel succo d’arancia lì che piace a me. Liquido e zuccheroso che te dopo dici ma cosa mi sono bevuto, aspetta che mi bevo un po’ di succo d’arancia e poi c’hai di nuovo quel saporaccio e vai avanti così finché non finisci il cartone che di solito è da due litri e dopo devi andare in bagno che era freddo e ti scappa della roba da tutte le parti.

Ecco.  Io se trovo un po’ di soldi da buttare nel culo del gatto lo vado a cercare un dottore bravo che mi dice perché mi piace quel succo di arancia lì. Poi, se rimane del tempo, ci chiedo anche se pensa che il fatto che mia mamma mi abbia sempre solo toccato per darmi degli sganassoni che mi han fatto cretino possa avere delle ripercussioni nei miei rapporti con l’altro sesso. Oh, meglio quando menava che quando parlava, ma questo non glielo dico che sennò mi chiede altri 50 euro che i soldi non vengono mica giù dagli alberi diceva mia nonno.
Se rinasco la voglio avere anche io un’amicizia artistica.

2 comments on ' Un’amicizia artistica '

  1. almeno il che lo hai tolto a inizio frase… basta sennò mi madi a cag… pubblicamente poi e nessuno ci tiene. Mi piace questo post, proprio, perchè la cosa del succo di arancia chimico che lo bevi e senti il saporaccio e ne bevi ancora e lo finisci… è proprio così anche a casa mia. E poi chi ricorda Troisi merita sempre un plauso.

  2. Che qua non si manda a cagare nessuno per principio, figurati per un che.
    Che poi ci sono molto affezionato, ma lui è timido allora va e viene così…

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