Scritto il 14 ottobre 2008
Archiviato tra La vita è quella roba che guardi mentre...

Sigmund Freud

Che la vita è quella roba che guardi mentre torni a casa da una roba che ti ha fatto sentire un po’ più sporco ed un po’ orgoglioso insieme e allora ti accorgi che accanto a te c’è uno che parla da solo. Ma non farfuglia o bisbiglia. Lui proprio parla, a voce alta, che te a un certo punto pensi c’avrà l’auricolare e invece no.
Poi ti ricordi che anche mentre entravi in stazione c’era uno che parlava da solo. E anche mentre ti infilavi nel sottopassaggio con la tua solita paura che prima o poi tutto ti cade addosso c’era uno che parlava da solo.

Secondo me ultimamente c’è più gente che parla da sola. Che una volta ce n’era di meno. Invece adesso ad ogni angolo ce n’è uno. Secondo me sono venuti fuori quando sono venuti fuori gli auricolari.
C’ha una sua logica. Te fai finta di essere uno che parla da solo che è sempre stata una cosa socialmente inaccettabile soprattutto da certe parti. A un certo punto vedi della gente che va in giro e che parla a voce alta e tutti intorno che non se lo filano nemmeno che è una cosa normale anzi che quasi quasi chi lo fa è uno sborone. Secondo me te se sei uno che un minimo minimo c’hai sempre avuto la passione di parlare da solo prendi coraggio che dici ciô… se lo fa lui e nessuno dice niente allora lo posso fare finalmente davvero anche io.

E allora cominci, così, piano piano. Prima in un angolo, poi ti metti lì al semaforo. Poi via via c’hai sempre più coraggio e allora dopo un po’ non hai più ritegno. Passi davanti alla fermata dell’autobus declamando l’apertura dell’Edipo Re oppure mentre sei in coda al supermercato dici la tua dichiarazione d’amore alla tua compagna di classe delle medie che l’avevi preparata da mesi e avevi deciso che gliel’avresti fatta in gita ma poi siete andati in gita a Como allora te hai vomitato che c’erano le curve e sei dovuto stare tutta la gita nel primo sedile con la professoressa di educazione artistica che nessuno ci voleva stare perchè c’aveva due cosce grosse come delle mortadelle e da sola occupava già quasi due sedili e la tua dichiarazione ce l’hai ancora lì imparata a memoria che non gliel’hai mai fatta. Alla tua compagna di classe. Che credo si chiamasse Marcella e suo babbo faceva il carozziere. Era famosa perchè era una delle prime che c’ha avuto i genitori separati. Poi magari un giorno vi racconto di quando facevo finta che i miei genitori erano separati, così, solo per darmi un tono e quando lo ha saputo mio babbo ha detto pensa te che noi stiamo insieme solo per non farti star male.

E se fosse che in realtà quella gente lì in realtà non parla da sola ma parlano tra di loro? C’hai mai pensato che magari te sei lì che pensi che loro stanno parlando da sole come fanno i matti e invece c’hanno una conversazione a mezzo solo che c’hanno un udito sviluppatissimo e si ascoltano anche se uno sta alla fermata dell’autobus e l’altro nel parco e uno a sedere nella panchina che è davanti al portabiciclette.
Son robe che se uno ci pensa poi gli passa anche la voglia di lavorare.

  • 14 October 2008 at 12:57 paolo beneforti
    ma io direi "meglio cantar da soli che male accompagnati"! ^^
  • 14 October 2008 at 13:10 Michele Campeotto
    paolo, lo dice anche Rob Brezsny nel mio oroscopo di questa settimana :)
  • 14 October 2008 at 13:11 bloggo
    Vagamente è in un periodo di forma che a me solo la metà, vivrei di rendita letteraria per tre mesi.
  • 14 October 2008 at 13:45 Vagamente
    bloggo bloggo...
  • 14 October 2008 at 13:47 francesco
    eh, io son daccordo con bloggo, per dire
  • 14 October 2008 at 14:08 Vagamente
    francesco francesco...

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2 comments on ' Meglio parlar da soli che male accompagnati '

  1. me prima di uscire di casa vado sempre allo specchio, mi guardo, e ci dico: Stai attento che è meglio essere presi per matti perchè parli da solo che frequentare brutta gente che altra gente di passaggio che c’ha due occhi così dice che male accompagnato ti può capitare di tutto, persino che ti tradisce il tuo migliore amico. Allora me che male accompaganti, tipo ventennio fascio, c”ho detto in tutta sincerità: Meglio parlar da soli, pure se non fa splendere il sol dell’avvenire.

  2. soprattutto quella di ridere di loro. io che sto in una via di pazzi, che puoi venirci a vivere solo se hai passato l’esame di pazzo lo so bene. E’ sempre un piacere tornare da te… il giorno che ti strapperò un commento da me stappo l’ultimo dom perignon che m’è rimasto dal matrimonio… l’anno scorso eh, è ancora buono.

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