Lo status in GTalk di Elena di oggi mi ha fatto venire in mente una roba che avevo scritto tanto tempo fa per alcuni amici.
A febbraio 2006, dopo aver letto questa roba qua. E’ una roba chilometrica, eterna, portate pazienza… non vi obbligo a leggerla, ma è il mio modo per salutare il vecchio presidente USA.
Esiste un gioco che tutti noi abbiamo fatto da bambini anche se non lo sappiamo, che viene raccontato da Stefano Benni in “La Compagnia dei Celestini”, che usa la fantasia, che si gioca in due ma anche più persone, che serve per distrarsi, che è il gioco di ruolo più giocato al mondo, che…
Funziona così: uno comincia e dice “Facciamo che io ero un cavaliere medioevale…” e l’altro dice “Facciamo che io ero il drago…” e l’altro “Facciamo che io avevo la lancia e volevo ucciderti…” e via così finché non finisce.
Oggi ho voglia di giocarci.
Facciamo che ci giocavo da solo.
Facciamo che mi divertivo lo stesso.
Facciamo che io ero la Romagna.
Facciamo che io ero tanto orgoglioso delle mie piadine.
Facciamo che io un giorno andavo a San Marino e scoprivo che anche lì facevano le piadine.
Facciamo che io pensavo che le mie piadine erano le piadine più buone del mondo.
Facciamo che San Marino pensava che le sue piadine erano le più buone del mondo.
Facciamo che io dicevo che no, che erano le mie le piadine più buone del mondo.
Facciamo che San Marino mi diceva “Fa’ mo te, tanto le mie comunque sono più buone e quello che mi interessa è che non vieni a rompermi i coglioni con ‘sta storia che le tue son più buone delle mie e così via…”.
Facciamo che io, nottetempo, progettavo di cominciare a comprare lo strutto a San Marino, perché si sa che loro ce ne hanno tanto che lo trovano sotto terra mentre piantano i pomodori nel giardino.
Facciamo che loro proprio proprio d’accordo non erano.
Facciamo che io proprio proprio me ne fregavo.
Facciamo che a loro ‘sta cosa qui stava proprio proprio sulle balle.
Facciamo che io mi mettevo d’accordo con uno che era amico di uno che era il fratello di uno che aveva tanto tanto strutto, tipo milioni di barili di strutto, e che lo costringevo a vendere tutto lo strutto a me.
Facciamo che a San Marino il fatto che io volessi decidere quanto strutto comprare, a che prezzo, da chi… insomma che io volessi fare a San Marino come se fossimo in Romagna, ‘sta cosa qui gli stava sempre un po’ più sulle balle.
Facciamo che io scoprivo che magari a San Marino non c’era solo lo strutto… c’era anche la farina, tipo milioni di metri cubi di farina, che a me serviva proprio per fare le piadine.
Facciamo che uno di San Marino chiamava anche uno di Andorra, uno del Principato di Monaco e uno di Malta e insieme concordavano che io ero un po’ uno sbruffone e che volevo fare un po’ troppo il “pataca” con il loro strutto e con la farina.
Facciamo che io chiamavo uno che era la Toscana e gli dicevo “Guarda che per fare la tigella anche a te servono lo strutto e la farina….” e quello che era la Toscana mi diceva “Lo so… Faccio le tigelle da centinaia di anni…” e io gli dicevo “Siete proprio permalosi voi in Toscana… Quello che volevo dire era che se venite con me andiamo a prendere lo strutto e la farina a San Marino che costa meno perché conosco uno che è amico di uno…” e così via…
Facciamo che quello di San Marino, quello di Andorra, quello del Principato di Monaco e quello di Malta decidevano di venire in Romagna per fare un po’ di casino e per farmela vedere un po’ cosi imparavo a dire che le mie piadine erano più buone delle loro, ad andare a prendere il loro strutto e la loro farina, a fare un po’ il “pataca” come se ero in Romagna e invece ero a San Marino, e cosi imparavo ad entrare senza nemmeno chiedere permesso.
Facciamo che io e quello che era la Toscana cominciavamo a dire che quelli di San Marino, di Andorra, del Principato di Monaco e di Malta sono tutti stronzi, anzi a dire il vero un po’ delle canaglie, che è proprio però una questione di civiltà, nel senso che la loro è tutta un civiltà stronza e che ci odia e che quando sentono cantare “Romagna Mia” a loro ci viene voglia di bruciare lo spartito.
Facciamo che quello di San Marino, di Andorra, del Principato di Monaco e di Malta che prima si erano messi d’accordo, vengono in Romagna e fanno un casino, ma tipo un casino grande, ma tipo che c’è tanta gente che sta tanto male.
Facciamo che qualcuno cominciava a dire che io forse un po’ me l’ero andata a cercare e che qualcuno cominciava a dire che io forse un po’ me l’aspettavo che loro venivano a fare un po’ di casino.
Facciamo che quello di San Marino, di Andorra, del Principato di Monaco e di Malta trovavano altra gente di San Marino, di Andorra, del Principato di Monaco e di Malta ma anche di altri posti che erano d’accordo con loro.
Facciamo che io che ero la Romagna e quello che era la Toscana decidevamo di andarci un po’ a vendicare perché era ora che quelli di San Marino fossero un po’ liberi dalla loro cultura che era così stronza.
Facciamo che c’era uno che era tipo una giuria fatta da tante persone di tanti posti e che noi andavamo da lui e che ci dicevamo se tutti quanti ci incazzavamo con San Marino per quello che ci aveva fatto a noi della Romagna.
Facciamo che quello che era tipo una giuria fatta da tante persone diceva che “Aspetta… Parliamone… Cosa vuol dire incazzarsi… Cioè stiamo dentro le regole… Insomma… Sentiamo un po’ l’opinione di tutti…”.
Facciamo che a me ‘sta cosa qui un po’ mi stava sulle balle perché io volevo fare così come di testa mia.
Facciamo che qualcuno cominciava a dire che io forse un po’ me l’ero andata a cercare, insomma che avevo esagerato.
Facciamo che quello che era tipo una giuria fatta da tante persone diceva che lui su sta roba qui tra Romagna e San Marino pensava che era un po’ una cagata complessiva (anche perché se una cosa la fa uno che è di San Marino è da dimostrare che la colpa sia di tutti quelli di San Marino) e che ci eravamo tutti fatti un po’ prendere la mano e che loro ci avrebbero impedito a noi della Romagna con tutte le forze a loro disposizione di vendicarci con San Marino.
Facciamo che tutte le forze che avevano a loro disposizione non erano abbastanza per fermare io che ero la Romagna, quello che era la Toscana e degli altri che erano molto volenterosi e che volevano venire con noi a San Marino (anche perché a dire il vero io che ero la Romagna un po’ un po’ non dico che li avevo obbligati però quasi, anche perché gli avevo detto che era un po’ meglio se venivano…).
Facciamo che io, la Toscana e gli altri che erano volenterosi (che però dello strutto e della farina non
gliene importava proprio tanto tanto) andavamo a San Marino e facevamo un casino che era anche più casino di quello che quello di San Marino, di Andorra, del Principato di Monaco e di Malta avevano fatto in Romagna.
Facciamo che il casino che noi facevamo a San Marino, insomma era un casino per proprio tutti tutti quelli che erano di San Marino, anche quelli che a malapena sapevano della storia della piadina che era più buona quella di San Marino o quella della Romagna, dello strutto che spunta da sotto terra a barili e della farina a metri cubi e di quello che avevano fatto quello di San Marino, quello di Andorra, quello del Principato di Monaco e quello di Malta.
Facciamo che mentre facevamo il casino che più casino non si può noi dicevamo a tutti quelli di San Marino di venire a dirci chi erano quelli che che sono venuti in Romagna a fare casino.
Facciamo che quelli di San Marino ci dicevano “Aspetta aspetta… Cosa vuol dire ‘quelli che sono venuti a fare casino’??? E’ venuto solo uno di San Marino, poi c’era uno di Andorra, uno del Principato di Monaco e uno di Malta. Ce l’avete detto voi…”
Facciamo che noi dicevamo che se quelli di San Marino guardavano meglio ne trovavano tanti che, va bene non erano proprio proprio venuti, ma che se potevano venivano, ma magari quel giorno c’avevano da fare, non erano liberi… e che noi ci davamo un po’ di soldi a quelli di San Marino per aiutarli a vedere meglio.
Facciamo che quelli di San Marino ci dicevano che effettivamente a guardare meglio ce n’erano proprio proprio tanti che se potevano venivano a fare casino in Romagna, che alcuni preferivano andare in Toscana a fare casino, che altri invece era tanto che volevano andare a fare casino in uno di quei posti dove ci sono i volenterosi.
Facciamo che noi cominciavamo a prendere tutti quelli che loro ci dicono, che ci mettevamo un pigiama arancione e tipo un passamontagna che però non c’ha i buchi per gli occhi, e che li portavamo in un posto per tenerli un po’ lì così non fanno più casini.
Facciamo che qualcuno mentre noi gli mettiamo il pigiama arancione ci dice “Ma guardate che a me delle piadine non è che me ne frega proprio proprio tanto tanto, anzi…” e che noi ci diciamo “Ma guarda che in realtà ci ha detto uno che in realtà tu volevi venire in Romagna a fare casino” e lui ci dice “Chi ve l’ha detto? Quello là? Ma… Ma non è vero, è lui che è arrabbiato con me perché una volta mentre eravamo a scuola insieme io in gita gli ho fregato la morosa. E’ vero. Poi gli avete dato dei soldi… Adesso se mi lasci chiamare un mio amico te lo dice anche lui.” E noi ci diciamo “Impossibile… Tu non puoi avere amici” E lui: “Come non posso avere amici… E quelli che avevo…?” E noi: “Sei proprio di una cultura inferiore… Dicevamo nel senso che non li puoi incontrare qui… Te li diamo noi gli amici.” E lui: “Ma io avevo i miei… mi trovavo bene…”. E noi: “Niente.”.
Facciamo che questi qua con il pigiama nel posto dove li portiamo ci stavano tanto, ma tanto tanto…
Facciamo che dopo noi che eravamo la Romagna, quello che era la Toscana e quelli che erano volenterosi andavamo anche ad Andorra perché c’era uno che non ci piaceva perché una volta aveva cominciato anche lui con la storia della piadina e con il fatto che noi ce l’avevamo con lui solo perché non volevamo che nessuno gli vendeva la roba ma noi c’avevamo ragione perché di sì.
Facciamo che noi dicevamo che prima o poi andavamo anche dal Principato di Monaco e da Malta.
Facciamo che intanto quelli con il pigiama arancione e il passamontagna senza buchi con gli occhi stavano li che aspettavano; quanto? chissà quanto!
Facciamo che noi intanto a quelli con il pigiama arancione, per non farli annoiare mentre aspettavano, gli facevamo sentire anche un po’ di musica tipo, che ne so qualcosa che noi eravamo molto orgogliosi, tipo che ne so “Castellina Pasi” o “Il Mulino del Po” o “I Vigliacchi di Romagna”.
Facciamo che noi la musica volevamo che la sentivano bene perché erano all’aperto e c’era il vento e c’era il mare allora tenevamo il volume della musica alto ma proprio alto alto.
Facciamo che cominciava ad esserci qualcuno che diceva che forse la musica così alta non era proprio bene bene per gli ospiti con il pigiama arancione.
Facciamo che noi dicevamo che non era poi così alta la musica, visto e considerato che non sapevamo il motivo ma tutti urlavano quando noi passavamo e non si poteva sentire la musica.
Facciamo che noi un po’ ci rimanevamo male perché pensavamo che non era carino che noi li avevamo portati in un posto che per noi era molto bello, che c’era il sole e il mare, che era un’isola, che potevano stare sempre ma proprio sempre all’aria aperta, ma proprio sempre sempre, anche quando dopo tanto che stavano al sole che avevano caldo si faceva buio o pioveva loro potevano starci lo stesso così si rinfrescavano e che loro si lamentavano.
Facciamo che anche delle altre persone cominciavano a lamentarsi.
Facciamo che loro si lamentavano.
Facciamo che anche delle altre persone si aggiungevano a quelle che si stavano lamentando.
Facciamo che un po’ di persone si riunivano per lamentarsi tutte insieme.
Facciamo che quello che era tipo una giuria fatta da tante persone di tanti posti decideva di mandare un po’ di persone a vedere come io che ero la Romagna che ero arrabbiato giustamente con San Marino trattavo quelli che mi avevano detto che volevano fare dei casini tipo in Romagna o in Toscana o in un altro posto dove c’erano dei volenterosi.
Facciamo che a me questa cosa mi stava un po’ sulle balle.
Facciamo che loro insistevano per venire a vedere come stavano quelli con il pigiama arancione.
Facciamo che io pensavo che in realtà era solo per quella questione della musica e che io la abbassavo un po’.
Facciamo che io facevo un po’ le pulizie nelle stanze con le pareti di ferro che così quelli con il pigiama arancione stavano più caldi e più freschi che effettivamente era un po’ che nessuno le faceva.
Facciamo che io un po’ mi arrabbiavo con quelli con il pigiama arancione perché va bene essere ospiti, va bene la vacanza (che me l’ha detto uno che è volenteroso che si chiama così…), va bene il sole e il mare ma anche non fare un cazzo tutto il giorno è un po’ maleducazione, cribbio.
Facciamo che io accompagnavo sempre le persone che sono venute perché le ha mandate quello che era tipo una giuria fatta da tante persone e che un po’ non mi fidavo.
Facciamo che se potevo io mettevo anche a questi il pigiama arancione.
Facciamo che dopo un po’ che giravano loro tornavano da quello che era tipo una giuria fatta da tante persone e gli dicevano “Detenzioni arbitrarie, i sistemi processuali violano il diritto di difesa” e “Tecniche d’interrogatorio denigranti, con l’uso della tortura” e “Trattamento inumano dei prigionieri, isolamenti prolungati e alimentazione forzata” e “Comportamenti offensivi nei riguardi dei sentimenti religiosi dei detenuti”.
Facciamo che io un po’ ci rimanevo male, che io ero solo un volenteroso e che dicevo “E’ un rapporto inutile, che infanga chi l’ha scritto. Quella prigione resta operativa”.
Facciamo che…
No, aspetta… Va bene la fantasia ma a tutto c’è un limite.


Jump to comments