Scritto il 19 dicembre 2008
Archiviato tra Parlo di me mentre ti parlo di altro

Allora funziona che te una sera ti ricordi che una volta eri uno che andava agli eventi di cultura che c’avevi una cultura e te alla tua cultura ci tenevi invece di essere come adesso ignorante come un cane guasto che te la cultura la potevi scrivere con la q adesso se era per te.

Funziona allora che te ti fai convincere di andare ad uno di quegli spettacoli che fanno in quei circoli Arci dove non ci va mai nessuno e te lo sai che se non ci va mai nessuno ci sarà poi anche un motivo vacca miseria. E lo spettacolo di questa volta è uno spettacolo di letteratura e musica e ballo e fotografia che comincia che c’è uno che entra e spacca un radiolone con un bastone che te subito dici cominciamo bene. Dopo poi è tutto un andare di parolone ampollose e sforbite da finarlini ma poi volta e prilla la storia è sempre la stessa che lui vede lei lui s’innamora di lei lui dà due picconate a lei lei se ne va con un altro che è più ricco di lui lui impazzisce lui vuole morire lui sta male un’altra s’innamora di lui lui torna felice lei non lo so che non si sente più parlare di lei.

Per raccontare ‘sto gran storione qua c’erano una che suonava la pianola uno che suonava l’organetto uno che urlava e spaccava dei radioloni e un numero imprecisato di gente che ballava. Tango. Un calcio nei maroni è meglio secondo me del tango. Anzi, della gente che balla il tango è meglio un calcio nei maroni, nei…
Secondo me, eh. Poi magari c’è gente che gli piace il tango a lei ma a me se devo dire che il tango mi piace io piuttosto penso al pallone che ci giocavo da bastardino che se lo calciavi troppo forte poi s’involava e andava a vaioni dove voleva lui. Mica come il SuperTele ma quasi.

Era quello spettacolo lì tutto un andare di gente che parlava tutta così e di gente che ballava tutta così e di gente che suonava tutta così. Ecco per dire un esempio a me mi piaceva quello che suonava la fisarmonica che anche se era vestito di nero perché c’era uno che diceva che a fare il tango bisogna essere vestiti di nero ecco quello che suonava la fisarmonica anche se c’aveva un maglione nero che vacca boia cosa ti metti il maglione nero che c’è sempre un caldo bigatto in quei posti lì che la gente così beve di più ecco quello che suonava la fisarmonica a me mi piaceva che c’aveva l’ombra sotto le ascelle. E per me era un genio. Che son capaci tutti di averci l’ombra sotto l’ascella se c’hai la camicia bianca ma se c’hai un maglione nero mica tutti riescono a far spuntare l’ombra. Io per esempio anche se mi ci metto d’impegno non ce la faccio mica per esempio io.

Ecco allora a vedere quello spettacolo lì si vedeva che si cercava la poesia lì in quel circolo Arci lì con quella gente lì che parlava così e suonava così e loro erano anche bravini a cercarla e a cercarla lì ma poi io secondo me a trovarla è un’altra cosa.

Che poi secondo me uno la trova poi dove vuole la poesia in quei posti lì. Io per esempio l’ho trovata in uno che era a sedere lì attorno a me che non so chi era ma che ogni tanto faceva una scoreggia al gusto di scalogno che era tipo un po’ dolciastra che secondo me alla fine c’è anche qualcuno che quando la sente dice cos’è ‘sto profumo qui e invece è una scoreggia.

Poi secondo me c’era tanta poesia in uno che era lì a guardare lo spettacolo però era a sedere dietro a una colonna che era tutta rivestita con uno specchio e lui ha pagato il biglietto per entrare in quel posto lì a guardare uno spettacolo e si è guardato in faccia tutto il tempo. Ecco secondo me in quella roba lì c’era tanta poesia. Poi quando a un certo punto è cominciato a suonargli il telefono tante volte e si capiva che dall’altra parte c’era tipo un bambino che non riusciva ad addormentarsi… Ecco per me lì in quel posto lì in quel momento lì c’era così tanta poesia che io ormai piangevo. Poi però quelli che ballavano tutti così stavano ballando che erano a una festa allora io non è che potevo piangere in quel momento lì che erano tutti felici.

Poi magari metti che si capiva che io per me cultura lo potevo scrivere con la q che figura ci facevo?

Liked by
  • 19 December 2008 at 10:51 bloggo
    per ora laico alla grande il titolo, dopo leggo eh.
  • 19 December 2008 at 10:52 Vagamente
    tranquillo il resto è peggio...
  • 19 December 2008 at 11:00 bloggo
    è fatica, però è bello. e poi secondo me è fatica ché il testo ha un colore troppo simile allo sfondo, allora mi cade la retina tutte le volte.
  • 19 December 2008 at 13:17 Alessandra Farabegoli
    già il fatto che chiami "fisarmonica" il bandoneon, ragazzo.. beh, ora sai che puoi startene a casa dalle serate di tango, no? è già un risultato.
  • 19 December 2008 at 14:08 La Rejna
    prrrrr :-) e ripeto che di un uomo/donna si capiscono molte più cose ballandoci il tango insieme piuttosto che......
  • 19 December 2008 at 14:20 Vagamente
    @Alessandra Già... Adesso mi manca solo di convincere LaMiaMetàDolce
  • 19 December 2008 at 14:50 Alessandra Farabegoli
    beh, la tua metà dolce può anche andare alle serate di tango da sola, no? anzi, è una pratica che consiglio senz'altro, io l'ho fatto per anni con molta soddisfazione (perché portarsi dietro una zavorra?)
  • 19 December 2008 at 14:51 Vagamente
    Che è quello che le dico io... Tanto @bloggo sta in svizzera
  • 20 December 2008 at 08:00 bloggo
    siemo :)

Add a comment on FriendFeed




1 comment on ' Della gente che balla il tango è meglio un calcio nei maroni '

  1. dio povero! cacchio l’ho letta a fare ‘sta pagina…

Lascia un commento