Dice che penso che io se voglio mi metto lì e mi immagino tutto quello che può succedere. E anche quello che devo fare per far succedere le cose che voglio che succedano.
Poi quando le cose succedono, mi metto lì a pensare che se facevo così poi sarebbe successo così, e invece se facevo in un altro modo le cose succedevano in un altro modo.
Ci sono poi cose che sono un passionalone, che sono quelle che mi piacciono di più, ma poi alla fine dopo del meglio mi rimetto lì e macchino e congetturo. Organizzo. Spiano. Sistemo. Tutto. Prima che succeda.
Non c’ho mica degli argomenti preferiti. Non vorrei mai che qualcosa o qualcuno si offendesse che io a lui non c’ho mica pensato. È che di indole sono anche io pre-biografico, e sto lì sempre che penso le cose che potranno succedermi. E le penso tutte le possibilità, che così alla fine ci prendo sempre. Son stato sorpreso due e tre volte, che mi ricordo io. È così, son calcolatore.
Che me l’ha detto anche ieri notte il dottore. Lei è ora che la smetta di fare tutti questi calcoli, mi ha detto il dottore. Solo che si riferiva alla mia colicisti, che c’avevo le coliche.
Adesso per smettere di fare i calcoli devo prendere una roba come una pillola per un anno, che li scioglie anche un po’ quelli che si sono già fatti, di calcoli. Ohi, mi viene da dire, sempre meglio dell’elettroshock. Se funziona… Ma forse non ho capito bene, che questa cosa delle coliche mica l’avevo prevista.
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