Scritto il 7 giugno 2010
Archiviato tra Parlo di me mentre ti parlo di altro

Io, se proprio ti devo dire la verità e se proprio mi devo essere sincero, di una macchina che registra i sogni non saprei mica cosa farmene. Che son cose che io non penso nemmeno di fare, quando dormo, i sogni.

Io quando mi addormento è come quando te sbatti forte la testa: non ti ricordi né come né perché l’hai fatto e neanche in quale vigliacco di spigolo hai picchiato. Nemmeno il momento esatto in cui hai sbattuto, o la dinamica, o la moviola. Però sai dal collo informicolito e dalla testa piena di aghi che deve essere successo qualcosa.

Ecco io quando mi addormento funziona così, che si spegne la luce e io non so mica più cosa succede. È vero che ogni tanto quello che sogno me lo ricordo, ma di solito son robe che se non me le ricordavo era meglio, da tanto che sono piene di sangue di là e di sudore di qua.

Invece io penso che il meglio di me lo do subito prima di addormentarmi. Mi vengono delle idee che mi fanno anche pensare delle volte Guarda che culo: una giornata di merda come oggi la risollevo così sul finale, con questa idea qua… E possono essere idee di tutti i tipi: di lavoro, di vita, di roba da scrivere, da fare, da leggere, da andare. Sono onnicomprensivo. Nel senso che proprio lì prima di addormentarmi c’ho sempre l’impressione di comprendere esattamente tutto, finalmente tutto, proprio tutto.

Ci sono delle volte che mi addormento addirittura sereno da quanto sono orgoglioso della roba che ho pensato.

Poi invece la mattina mi sveglio che non mi ricordo niente. Zero. Vuoto. Anzi peggio: che mi ricordo che ho pensato una roba che mi ha fatto dire Osta boia che roba che ho pensato! ma quella roba che ho pensato non me la ricordo mica più. Che mi sento anche un po’ preso per il culo. E dopo che la giornata cominci di merda è un attimo.

Questa roba qui che ho scritto adesso, per esempio, è un ripiego: quella che avevo pensato ieri sera era molto più bella.

Io se ti devo dire la verità e mi devo essere sincero vorrei che qualcuno inventasse una macchina che registra l’ultima roba di razionalità prima di addormentarsi. Che secondo me è come l’ultimo botto dei fuochi d’artificio: quello più forte, più luminoso, più colorato. Quello che tutti fanno Ohhh… e poi applaudono.

Oppure vivere così, sornecchiando.

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