Scritto il 23 giugno 2010
Archiviato tra La vita è quella roba che guardi mentre...

Che la vita è quella roba che guardi mentre scegli quale libro leggere, e ci sono delle volte che scegli quale libro leggere spulciando il risvolto di copertina: leggi cosa faceva lo scrittore prima di scrivere quel libro.

A pensarci bene, che ultimamente ci provo spesso a pensarci bene (poi riuscirci è un’altra cosa…), a pensarci bene gli scrittori se te ci guardi prima facevano sempre un altro lavoro. Ma non un altro lavoro qualsiasi: dei lavori pesi, delle robe tipo muratori, magazzinieri, camionisti. Alcuni addirittura facevano i rivoluzionari, che io non lo sapevo mica che era un lavoro, il rivoluzionario. Sì, ci sono anche quelli che fanno i professori, però io volevo dire di pensare solo a quelli che poi ad un certo punto cambiano lavoro. A quelli che diventare scrittori è una svolta.  Come vincere la lotteria. Quelli che facevano i professori continuano a fare i professori. Quelli che facevano i muratori dopo fanno gli scrittori.

A me però, sarà che son curioso o sarà che ho bisogno di fidarmi delle persone, a me però, dicevo, piacerebbe sapere sempre chi l’ha fatta quella cosa che io c’ho in mano, che secondo me fa differenza. Secondo me se ci fosse un risvolto di copertina anche nel tavolo, nel pane, nella zucchina farebbe piacere mica solo a me ma a un mucchio di persone. Poi magari mi sbaglio, che son io che penso sempre che tutti siano come me… Te immagina come sarebbe bello sapere come stava il falegname mentre ha costruito il tuo tavolo. Ma mica le solite storie, il curriculum, gli studi e quelle cose lì. Te immagina se ci fossero scritte quelle robe che ti fanno capire che tipo è il falegname. In terza persona.

“Parelli ha fatto geometra ma estimo non gli piaceva, allora dopo la maturità è andato due settimane ad Amsterdam. Quando è tornato ha cominciato a lavorare come assemblatore alla Produzione Mobili Bartollo, ché voleva comprarsi la macchina. Solitamente è alla linea produttiva delle sedie ma oggi Rampi era malato e allora hanno mandato lui a sostituirlo nel reparto tavoli. Non gli è piaciuto. L’ha anche tirato un po’ via, questo tavolo. Soprattutto l’ultima gamba, che era già ora di pranzo.”

Oppure te compri il pane e apri il suo risvolto di copertina:

“Carlo Costa ha cominciato a fare il fornaio perché lo faceva suo babbo Sebastiano che aveva aperto un piccolo forno senza avere la licenza,  tanto il suo socio era il figlio del sindaco. Una volta giocava a pallone, in porta. Era anche bravino: un sabato che aveva fatto la doppia al forno e la sua squadra era in attacco da 85 minuti senza fare gol, lui si è appoggiato al palo un attimo, solo per riposare gli occhi, e si è addormentato. Ha preso gol su rinvio del portiere avversario. Gli è toccato smettere che nessuno si fidava più di lui. Preferisce fare toscani insipidi ma la gente adesso vuole solo panini al latte. Quando ha infornato questa pagnotta in televisione c’era la pubblicità di una multiproprietà a Lido di Classe, a pochi passi dal mare e a solo cinque minuti di macchina da Mirabilandia.”

Arrivi a casa, prendi la zucchine, apri il loro risvolto di copertina e leggi:

“Giacomo Marcucci, dopo aver frequentato il liceo classico, comincia a scrivere libri. La sua prima opera ‘Paradisi asfittici’ vince il Premio LibriColando Giovani. Con il suo terzo libro, ‘Appiccichiamoci alle ascelle’, rimane in cima alla classifica dei best-sellers per oltre 7 mesi. Amato dal pubblico e dai critici, vede una sua pièce teatrale  - ‘Memorie di un proptologo mutilato sul lavoro’ – tradotta e rappresentata in oltre 37 paesi. Ha scritto anche ‘Sono o son desto’, ‘Festose tristezze’ e ‘Rapisciami’. Saran tre anni che ha cambiato lavoro. Ora fa il contadino, specializzato in zucchine e piccoli ortaggi. Queste zucchine le ha raccolte alle 07.45 del mattino, che dopo era troppo caldo.”

Ecco, Marcucci, ora che coltiva le zucchine, sarebbe proprio il mio scrittore preferito.

  • 23 June 2010 at 16:22 bloggo
    diobono che forma smagliante!
  • 24 June 2010 at 08:07 Roberto | kzk
    bello tornare a leggerti spesso! e per di più con idee geniali come questa! chapeau!
  • 24 June 2010 at 11:42 bloggo
    adesso quando arrivo mangio tutte le robe che mangi tu, voglio anch'io il topinambur e la scamorza del gas. secondo me son cose che c'entrano, in questo, che è il post del mese.
  • 24 June 2010 at 12:04 Vagamente
    @roberto grazie... davvero... @bloggo lei sa che a cena, con pargoli slavi o no, può venire quando vuole...

Add a comment on FriendFeed




5 comments on ' Sarebbe il mio scrittore preferito '

  1. Fantastico! :D

    (scritto da Davide alle 12:22, dopo aver mangiato due pezzettini di grana, mentre faceva caldo e lui aveva pochissima voglia di mettersi a studiare Analisi IV, che domani c’è l’orale. Manda tanti colpi agli integrali di Lebesgue.)

  2. Ringrazio @Helios.. Che tra l’altro c’ha un gravatar che sta molto bene sul template…

  3. Eh si, in effetti sembra fatto apposta per commentare qua :)

  4. ora l’ho letta anch’io!! molto bello, bravo.

  5. a volte mi paralizzavo guardando un oggetto pensando a quanti lo avevano tenuto in mano, mi succedeva coi soldi e si moltiplicavano a miliardi per tutte le storie di quelli che li avevano toccati e da li a fittissima raggiera per immaginare i loro pensieri, il grasso sui bordi le scritte a fine mazzetta o solo appunti come messaggi in bottiglia nel mare, ci pensavo da bambino quando mi hanno detto che una molecola di acqua faceva su e giù per gli oceani e si infiltrava nella terra per poi scomporsi in vapore e fare su e giù dal cielo sempre uguale e su e giù poi risucchiata da un banano e poi defecata da una scimmia indiana me ne sono convinto quando ho scoperto gli atomisti pensando a quante reincarnazioni un atomo della caccola che da poco avevo scovato aveva conosciuto e quante emozioni di infinite metempsicosi delle energie era fatto l’universo che pareva così vero e così inconsistente. come dio. come io

Lascia un commento